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Sgombro, aringhe e alici: gli ingredienti della ricetta per allontanare l’ictus

Il pesce azzurro è più efficace degli integratori di omega-3 nel ridurre il rischio di ictus. Secondo uno studio dell’Università di Cambridge pubblicato sul British Medical Journal, infatti, con due porzioni di pesce, in particolare sgombri, sardine e alici, le probabilità di ictus o di ischemia (attacco ischemico transitorio o TIA) si riducono del 6% rispetto a chi di pesce non ne mangia mai o al massimo consuma una porzione a settimana. Non tantissimo, ma abbastanza per far affermare ai ricercatori guidati da Rajiv Chowdhury che introdurre il pesce nella dieta comporta maggiori benefici rispetto agli integratori alimentari a base di acidi grassi, i famosi omega-3.

Lo studio si basa sull’analisi di 38 ricerche che hanno preso in considerazione ben 800mila persone in 15 diversi Paesi del mondo, tra le quali quasi 35.000 casi di malattia cerebrovascolare, ictus o ischemia. Gli scienziati hanno esaminato i parametri delle analisi del sangue evidenziando quelli che indicano la presenza di acidi grassi e hanno scoperto che la protezione contro l’infarto cerebrale - così viene anche chiamato l’ictus - può arrivare anche al 12% in più se si mangiano dalle 2 alle 4 porzioni di pesce azzurro a settimana e ogni due porzioni di pesce in più aumenta riduce del 4% il rischio, mentre nessun effetto statisticamente significativo era collegato all’assunzione regolare di integratori di omega-3.

Fonte: Il Sole 24Ore

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