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La verità viene a galla: ricerche confermano che l'uso di statine è pericoloso per il cuore

Provate a pensare di camminare per la strada e che qualcuno improvvisamente vi metta una maschera sul viso: bella, elegante e di sicuro impatto visivo, ma in grado di ridurre il passaggio dell'aria fino a potere respirare solo il 40% della vostra quantità usuale di ossigeno. La sensazione di disagio sarebbe probabilmente molto forte, e in grado di superare di molto i vantaggi ipotetici portati dalla maschera. È esattamente quello che avviene con le statine. Anche se forse il loro uso può portare dei vantaggi in determinate condizioni, le statine determinano una riduzione della funzione mitocondriale (i mitocondri sono i veri “polmoni” della cellula), e quindi in qualsiasi situazione siano usate possono portare ad un danno cronico dovuto alla pesante riduzione della produzione di Coenzima Q10, il coenzima che consente alla cellula di trasformare l'energia e che in fondo ci permette di vivere.

Il Coenzima Q10 è una delle sostanze più importanti del nostro organismo, ed è infatti coinvolto in tutte le reazioni di trasformazione dell'energia. Qualcuno ricorda il caso del Lipobay? Si trattava del farmaco di punta (2001) della Bayer per il trattamento delle ipercolesterolemie, ma disgraziatamente provocò il decesso di numerose persone, colpite da rabdomiolisi (una lesione delle cellule muscolari, sia del cuore che dei muscoli) e poi dalle sue complicanze, e venne ritirato con clamore dal commercio.  I danni provocati dalle statine dipendevano e dipendono dal furto di Coenzima Q10 determinato da questa classe di farmaci. Quando nei foglietti illustrativi delle statine viene detto che si possono sentire dei dolori muscolari, e la cosa viene ritenuta normale, si deve pensare che quello è già il segnale di una iniziale rabdomiolisi, cioè di una lesione delle cellule muscolari. È di pochi giorni fa la pubblicazione su una delle più importanti riviste mondiali di cardiologia di una notizia che noi di Eurosalus abbiamo già segnalato da molto tempo, ma che oggi finalmente viene presentata anche da una rivista di prestigio internazionale (Caso G et al, Am J Cardiol 2007 May 15;99(10):1409-12. Epub 2007 Apr 3); nessun cardiologo o medico di base, da ora in avanti potrà fare finta di non conoscere questa realtà.

Il Q10 è un cofattore essenziale per la produzione di energia attraverso i mitocondri. In parole povere fa respirare la cellula. Quando si usano le statine, si dovrebbe sempre prevedere una integrazione con Coenzima Q10, non solo aspettando la comparsa della miopatia connessa col trattamento che caratterizzerebbe questo tipo di dolori, tipici del trattamento terapeutico. A fronte di un possibile beneficio immediato, le statine possono quindi provocare un danno cronico e persistente. Vista l'importanza del Coenzima Q10 e la vasta utilizzazione fatta delle statine a livello mondiale, i due aspetti possono determinare effetti devastanti su una vastissima parte della popolazione, con effetti cronici che rischiano di essere passati sotto silenzio. La reintegrazione con Coenzima Q10 riduce significativamente, e in modo soddisfacente i dolori presentati da chi assume questi farmaci. Una scelta ragionata prevederebbe invece, al posto dei farmaci, un sano atteggiamento dietetico, e un supporto, con altre sostanze antiossidanti, alla azione del Coenzima stesso (basti citare il resveratrolo, il picnogenolo, l'inositolo, la vitamina E, il Selenio e la Vitamina C).

Fonte: Eurosalus

Le Malattie Moderne