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Salute e benessere: quando l’attività fisica migliora la qualità della vita

In Europa prevale l’homo sedentarius. Dati alla mano: sono soprattutto le donne con il 25% che detengono il primato europeo, tra i soggetti “fisicamente inattivi”. Di poco inferiore, gli uomini che si registrano come individui sedentari con il 22%, nonostante si raccomandino appena 150 minuti a settimana di intensità moderata o 75 minuti a settimana di attività fisica ad intensità vigorosa. Queste sono le principali conclusioni del più recente rapporto dell’European Health Network sulle politiche di attività fisica per la salute cardiovascolare.

Ma prima, cerchiamo di capire, cosa si intende con il termine "attività fisica". Nel rapporto, gli autori, usano la definizione classica: "Qualsiasi movimento corporeo prodotto da muscoli scheletrici che si traduce in dispendio energetico superiore al livello del riposo". Ciò significa che oltre allo sport e deliberato esercizio, siamo interessati al ruolo di attività quotidiane come camminare, andare in bicicletta, salire le scale o giocare e divertirsi. 

Prevenire è meglio che curare

Secondo l’European Health Network, l'attività fisica ha un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari in tutta Europa. Tuttavia, a causa dei ritmi di vita serrati, il movimento corporeo è stato rimosso quasi totalmente dalla nostra vita quotidiana. Questa scorretta abitudine è stato associata a molti aspetti della cattiva salute degli individui. Infatti, il rapporto dell’European Health Network si concentra sulle malattie cardiovascolari, ma ci sono forti associazioni tra inattività fisica – sempre secondo quanto si legge nel rapporto - e obesità, diabete, cattiva salute mentale e anche alcuni tumori, presentano una revisione del ruolo dell'attività fisica dove “prevenire è meglio che curare”.

Il ruolo dell'attività fisica diventa fondamentale oltre che nella vita di tutti i giorni, anche nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Ancora oggi, infatti, le malattie cardiovascolari (CVD) rimangono tra le principali cause di morte, bassa capacità funzionale e scarsa qualità
della vita in ogni parte del mondo. L'elevata prevalenza di malattie cardiovascolari significa che un'alta percentuale di persone in tutta Europa sono a rischio di svilupparne uno o più
durante la loro vita. La malattia cardiovascolare è causata da un'ostruzione graduale del arterie da processi aterosclerotici. Questi possono essere scoraggiati o impediti con diversi espedienti, tra cui l'attività fisica.

Quando lo sport allunga la vita

È stato dimostrato che l’attività fisica “aggiunge anni alla nostra vita” - riducendo il rischio di malattie e di cattiva salute - e, “aggiunge vita ai nostri anni”, migliorando la qualità della vita - migliore salute mentale e maggior vigore -. Gli effetti benefici noti sono ormai innumerevoli e mettono in luce che l’attività fisica agisce su molti processi del nostro organismo. Inoltre, è stato dimostrato che l’attività fisica migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2. Previene l’ipercolesterolemia e l’ipertensione e riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo, diminuisce anche il rischio di malattie cardiache. Previene e riduce l’osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (come il mal di schiena) e poi migliora la capacità funzionale nelle attività della vita quotidiana.

Eppure le raccomandazioni riportate nelle linee guida del 2016 della European Society of Cardiology sono piuttosto chiare, si raccomanda agli “adulti sani di tutte le età di eseguire almeno 150 minuti a settimana di intensità moderata o 75 minuti a settimana di attività fisica ad intensità vigorosa o una combinazione equivalente” e fra gli “over 65 bassi volumi di attività fisica nel tempo libero”. Tra i tanti benefici dell’attività fisica, particolare attenzione va a quello sulla salute cardiaca e nella riabilitazione di una serie di fattori correlati, ma è fondamentale – scrivono gli esperti – non seguire autonomamente consigli presi dal web, o che sono stati dati a un amico o conoscente. Solo la consulenza individuale con un medico specializzato può garantire una modalità di attività fisica che corrisponda più da vicino al probabile “reale” bisogno del paziente.

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